Ulisse Jacomuzzi, Il Sole 24 ore, 23/04/2000, 23 aprile 2000
I lettori dell’Almanach des gourmands, edito nel 1862, alla data del 17 gennaio si vedevano proporre, come ”santo protettore” del giorno François Vatel
I lettori dell’Almanach des gourmands, edito nel 1862, alla data del 17 gennaio si vedevano proporre, come ”santo protettore” del giorno François Vatel. Oggi, digitando il nome Vatel su un motore di ricerca Internet si trovano circa 350 attachements: hotel, ristoranti, circoli e scuole enogastronomiche, club di gourmets. A Vatel è dedicato il film di Roland Joffé, con Gérard Depardieu, con cui si aprirà il 10 maggio il festival di Cannes. Ma, a salire per li rami, la notorietà di questo maître d’hotel (certo più gran maggiordomo di palazzo che non chef) la dobbiamo a due lettere, del 24 e 26 aprile 1671, di Madame di Sévigné, che ci narrano per prime la sua singorale, lagrimevole ed esemplare storia. Vatel fu al servizio dell’onnipotente sovrintendente Fouquet; e fu lui a organizzare la gran festa del 17 agosto 1661 a Vaux-le-Vicomte, cui diedero parola fra gli altri Molière e la Fontaine, che suscitò la fatale invidia del quattordicesimo Luigi di Francia e l’arresto quasi immediato del munifico padrone di casa, che voleva accreditarsi come il più bello del reame.