Bianca Stancanelli, Panorama, 04/05/2000, 4 maggio 2000
«Nessun giallo, nessun mistero: al 99 per cento è un caso di suicidio» ha smorzato Renato Perinu, il sostituto procuratore di Tempio Pausania che conduce le indagini e, a ogni buon conto, ha secretato gli atti
«Nessun giallo, nessun mistero: al 99 per cento è un caso di suicidio» ha smorzato Renato Perinu, il sostituto procuratore di Tempio Pausania che conduce le indagini e, a ogni buon conto, ha secretato gli atti. «Un gesto dettato da ragioni sentimentali: una delusione d’amore» ha laconicamente distillato il procuratore capo Valerio Cicalò. Ma l’uomo sposato il cui abbandono ha addolorato Svetlana, addirittura spingendola al suicidio, era un imprenditore di Olbia che con i russi aveva rapporti d’affari. Costruttore, era stato incaricato di ristrutturare per loro alcune ville in Costa Smeralda. Ancora: tre settimane dopo il suicidio si continuano a studiare i tabulati delle telefonate arrivate e partite dai due telefonini di Svetlana. Su quei tabulati s’è acceso l’interesse degli uomini del Sismi, il servizio segreto militare italiano. Un’attenzione eccessiva per un suicidio d’amore.