Bianca Stancanelli, Panorama, 04/05/2000, 4 maggio 2000
Per gli investigatori, in realtà, la morte di Svetlana, detta Sveta, sembra l’occasione per decifrare un fenomeno cominciato in sordina a metà degli anni Novanta e che diventa sempre più consistente: l’arrivo dei russi sulle coste incantate del nord-est della Sardegna
Per gli investigatori, in realtà, la morte di Svetlana, detta Sveta, sembra l’occasione per decifrare un fenomeno cominciato in sordina a metà degli anni Novanta e che diventa sempre più consistente: l’arrivo dei russi sulle coste incantate del nord-est della Sardegna. Tra Olbia e Palau non sbarcano certo i chiassosi commercianti e i piccoli imprenditori moscoviti che da anni battono la Riviera adriatica, investendo in quelle aree soldi di dubbia provenienza. In Costa Smeralda approda l’élite: deputati della Duma, finanzieri con uffici nei paradisi fiscali dell’isola di Man, imprenditori che hanno lasciato Mosca per prender casa in Gran Bretagna o in Svizzera. Affittano appartamenti, comprano ville, trattano alberghi. Atterrano con i loro jet privati nell’area vip dell’aeroporto di Olbia. O attraccano con gli yacht nei porticcioli della costa. Ufficialmente vengono in vacanza. Ma quel viavai di miliardari dell’Est è seguito da molti occhi. Lo studiano con attenzione, per esempio, gli uomini del Mossad, il servizio segreto di Israele. E con gran discrezione lo sorveglia la Guardia di finanza, che sta svolgendo un’inchiesta sugli affari dei russi in Costa Smeralda.