Paolo Garimberti, 07/04/2000, 7 aprile 2000
Quasi sempre nelle coppie creative la vera ragione del successo è la diseguaglianza piuttosto che l’eguaglianza: la parità di talento porta, prima o poi, al divorzio
Quasi sempre nelle coppie creative la vera ragione del successo è la diseguaglianza piuttosto che l’eguaglianza: la parità di talento porta, prima o poi, al divorzio. Ricordo che tanti anni fa intervistai John Newcombe, uno dei più grandi tennisti australiani di tutti i tempi. Gli domandai quale fosse il segreto del suo sodalizio in doppio con Roche (insieme avevano vinto cinque volte il torneo di Wimbledon quando i grandi singolaristi, a differenza di quanto accade oggi, giocavano anche il doppio maschile e perfino quello misto). La riposta fu lapidaria: «Il segreto è vincere». E aggiunse con uno dei quei sorrisi che mandavano in visibilio le spettatrici: «In verità, da qualche tempo in campo non lo sopporto più. E sa perché? Perché siamo due primedonne e nessuno dei due vuole mettersi al servizio dell’altro. Difatti da un po’ di tempo perdiamo quasi sempre e non solo perché ormai siamo atleticamente vecchi».