Gabriele Romagnoli, La Repubblica, 16/05/2000, 16 maggio 2000
C’è una canzone richiestissima in tutte le radio del mondo, ma il disco è, per ora, introvabile nei negozi d’Europa, dove fioccano le prenotazioni
C’è una canzone richiestissima in tutte le radio del mondo, ma il disco è, per ora, introvabile nei negozi d’Europa, dove fioccano le prenotazioni. E’ una ballata, un caso, una leggenda. Nasce qualche mese fa in una città dell’Indiana. Un ragazzo del Midwest americano non ne può più della sua esistenza: mattine di lezioni barbose; svogliati pomeriggi al McDonald’s; serate con i genitori obesi davanti a polli unti e telequiz stupidi. Decide di farla finita. Prima, ne parla con un amico di nome Bobby Gaylor, un tizio con gli occhiali su una faccia da Elvis Costello inacidito, che, per vivere, sceneggia fumetti e sit-com. Bobby ascolta le sue ragioni. Ammette: «Non hai tutti i torti». Aggiunge: «Ci sono pro e contro». Per spiegarli meglio ci scrive una ballata: Suicide, sei minuti e 25 secondi. La consegna a una radio di Indianapolis, che trasmette sui 103.3. La registrazione va in onda e subito arrivano centinaia di telefonate che ne invocano altri passaggi. Gaylor riceve 15 mila e-mail di ringraziamenti per aver ridato un senso alla vita di altrettante persone.