Frdric Gaussen, Le Monde, 04/05/2000., 4 maggio 2000
Nel 1924 il giovane scrittore Maurice Sachs, ebreo, omosessuale, animatore di serate mondane, s’innamora di Jean Cocteau, regista e poeta affermato, e vuole incontrarlo a tutti i costi
Nel 1924 il giovane scrittore Maurice Sachs, ebreo, omosessuale, animatore di serate mondane, s’innamora di Jean Cocteau, regista e poeta affermato, e vuole incontrarlo a tutti i costi. Cocteau lo riceve in pigiama di seta nera, nella sua casa parigina di rue d’Anjou, tra tele di Picasso e De Chirico. Maurice va a trovarlo spesso, si mette al suo servizio e gli fa regali costosi (perlopiù rubati). Ma Jean, in lutto per la morte del giovane De Radiguet (l’autore de Il diavolo in corpo), è intossicato dall’oppio e in preda a continue crisi mistiche. Sachs decide allora di convertirsi al cattolicesimo, si fa battezzare, prende i voti. La relazione con un americano pone fine alla sua carriera religiosa. Scoppia la guerra, parte per la Germania, dove, benché ebreo, trova posto nella Gestapo, grazie a dei francesi omosessuali che lavorano per i tedeschi. Viene arrestato perché fa il doppio gioco e muore abbattutto da un Ss, nei pressi di Amburgo, mentre marcia in colonna con altri detenuti. Cocteau, che non lo ha mai ricambiato, rimarrà sempre legato al suo ricordo.