Dario Cresto-Dina, la Repubblica, 04/06/2000, 4 giugno 2000
E con gli amici più cari? «Quelli che lo hanno saputo lo hanno saputo abbastanza tardi, anche se qualcuno lo immaginava
E con gli amici più cari? «Quelli che lo hanno saputo lo hanno saputo abbastanza tardi, anche se qualcuno lo immaginava. Alberto, il mio amico alpinista, mi aveva soprannominato Tazio, il ragazzino di Morte a Venezia. Melita, altra mia grande amica, lo ha scoperto quando le ho chiesto aiuto per rintracciare un ballerino peruviano bellissimo di cui mi ero invaghito. Si chiamava Giulio ed era un beniamino della vita, per dirla con Thomas Mann. Furono due mesi di d’amore e di felicità, poi finì, era troppo bello per stare con me» (Gianni Vattimo a Dario Cresto-Dina).