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 2000  giugno 12 Lunedì calendario

«...Sono perverso, perverso, sbavo per le anoressiche, mia madre era ossessiva, mia moglie incinta mi dava la nausea, ero un antiquario facoltoso e sono un mostro

«...Sono perverso, perverso, sbavo per le anoressiche, mia madre era ossessiva, mia moglie incinta mi dava la nausea, ero un antiquario facoltoso e sono un mostro. Nessuno capisce i perversi, aprite un ospedale per i perversi...». Nel ’90 la moglie di Mariolini pesa 42 chili nonostante lui le avesse insegnato a mangiare e vomitare. Quando ne pesava 33 lui la trovava bellissima e avrebbe potuto amarla per sempre; i due figli Luca e Luana sanno che lui è sempre in giro con il suo furgone nei paesini di montagna, intorno ai laghi, per via dei mobili antichi, mercato fiorente. Marco Mariolini ha 26 anni e mette un annuncio sui giornali locali: «Sono un commerciante di buona posizione economica e vorrei conoscere a scopo convivenza o matrimonio una ragazza tra i 18 e i 50 anni che sia veramente magrissima, anzi scheletrica». Per tenerla in pugno, sospesa tra la vita e la morte, per possederla. Purché non mangiasse («Voglio un’anoressica pura, senza mestruazioni, senza orgasmi») e non pensasse. Seguono anni di sesso e vomito, blocchi renali e antidepressivi, alcol e antidepressivi. Cristina, Astrid, Roberta, Tina, Ulrike e altre anoressiche da sempre o anoressiche per Marco entrano e escono dagli ospedali: lui le conquista, qualche volta le violenta, le soppesa, le punisce o le premia. [...] Seguono ricoveri d’urgenza per la ragazza di turno, ricoveri per disperazione per Mariolini in cura da psichiatri, in cura con l’ipnosi, sempre più grasso, cento chili. Seguono funerali di anoressiche ”sfuggite di mano”, sesso e regali sotto i trenta chili, niente sesso e botte sopra i quaranta chili. «[...] Monica era una parte di me, una mia protesi, il nostro patto era folle. I nostri rapporti sessuali si ripetevano in una visione ristretta, una prospettiva ritualizzata e compulsiva, una miscela esplosiva pronta ad annientare e sottomettere l’altro per sentirsi completato» scrive Mariolini nel suo diario e chiede scusa a Monica che è agli arresti domiciliari per tentato omicidio (il suo) nonostante lui l’avesse scagionata e ”perdonata” per non averlo ucciso. Seguono diagnosi di personalità disturbata, reazioni ossessive e compulsive, immaturità e incapacità, accuse di circonvenzione per via di una manciata di milioni da Monica a Marco, fiumi di alcol e psicofarmaci, lettere mai spedite da Marco a Monica, ma pubblicate nel libro. «Ho sempre sofferto come un maiale», scrive Mariolini, «forse perché mia madre quando ero piccolo mi ha preso per un piede spenzolandomi dalla finestra, ma forse l’ho sognato, non importa è uguale. Però da adolescente avevo il radar per le anoressiche, ho avuto la prima polluzione pensando a un cavallo scheletrico. Le anoressiche hanno bisogno d’amore ma non sanno amare. Monica sì perché non era anoressica prima di conoscermi, ma la sera degli gnocchi mi ha tradito. A casa le ho indicato il coltello: colpisci. Le ho indicato il martello: colpisci. La lasciai nuda sopra le coperte e lei tremava dal freddo...».