Antonella Stocco, 12/06/2000, 12 giugno 2000
Seguono martellate, lacrime, ambulanze, denunce, alcol e antidepressivi. Ed è malinconico lo sguardo di Paolo Pasini, avvocato e amico d’infanzia di Mariolini, sull’album dei ricordi
Seguono martellate, lacrime, ambulanze, denunce, alcol e antidepressivi. Ed è malinconico lo sguardo di Paolo Pasini, avvocato e amico d’infanzia di Mariolini, sull’album dei ricordi. «Qui a Bergamo io e Marco eravamo in classe insieme ed era bravo. A vent’anni era ricco e affermato, si è comprato un motoscafo e si è sposato. Sembrava normale e l’ho perso di vista. Nel ’96 si è presentato a studio con Monica. Lui sembrava normale, il solito ragazzone, lei sembrava una carta velina. Gli dissi, che fai? Voleva separarsi legalmente per vivere con Monica, per sprofondare con lei in uno specchio scuro. Nessuno ha potuto farci niente: io correvo tra ospedali e tribunali, quando lei lo ha lasciato speravo fossero entrambi salvi. Ma no, lui le scriveva, e ho qui 500 pagine di intercettazioni di telefonate senza tregua; prima di ucciderla lui l’ha portata al ristorante. La ricorderò sempre, Monica, pelle e ossa sotto una minigonna, un sorriso dolce». «Pelle e ossa, pelle e ossa, è più forte di me...» annotava Marco nel diario «...da undici anni cerco di cambiare ma nessuno ha saputo aiutarmi. Se uno come me dovesse uccidere decine di anoressiche nei più svariati modi è troppo semplice farne solo un film... Monica, vivo circondato dalle tue cose, mi manca il nostro dormire appiccicati. Forse sono pazzo ma tornerei con te anche se mi dicessero che sei irrimediabilmente pazza. Non ho paura...». Clusane, 29 giugno 1996.