Giancarlo Perna, Panorama, 29/06/2000., 29 giugno 2000
Clemente Mastella, 53 anni, e la moglie Sandra, 47, si conoscono ”da sempre”, dai tempi dell’oratorio di San Giovanni di Ceppaloni, un quarto d’ora da Benevento (’Ma io ero piccolina, non mi guardava nemmeno”)
Clemente Mastella, 53 anni, e la moglie Sandra, 47, si conoscono ”da sempre”, dai tempi dell’oratorio di San Giovanni di Ceppaloni, un quarto d’ora da Benevento (’Ma io ero piccolina, non mi guardava nemmeno”). Si persero di vista quando lei andò a trascorrere l’adolescenza a New York, dai parenti della madre, si ritrovarono quando lui, dopo la laurea, ottenne dal padre un viaggio premio in America («All’epoca era un bel ragazzo. Oggi è un bel ragazzo con qualche chilo in più»). Dopo un fidanzamento di quattro anni si sposarono, ebbero un figlio e lo battezzarono Pellegrino, come il nonno paterno («In paese divenne una moda. Adesso ci sono giovanotti che si chiamano Dorato e Aggettino, proprio come i nonni»). Due anni dopo arrivò Elio, quindi adottarono Sasha, tredicenne, bielorussa. In venticinque anni di matrimonio, la signora non esclude che il marito si sia concesso qualche scappatella: «Ma se anche è successo, l’ho perdonato. Lui mi ha mandato molte rose. Chiamava venticinque volte al giorno me e i ragazzi. Qulunque cosa abbia fatto è complementare». Una sera ricevette una telefonata anonima: «Clemente vive a Roma con una donna». Si precipitò in auto e alle due di notte era alla porta della loro casa sul lungotevere Flaminio: «Sentivo la tivvù accesa: ”E ora che faccio? Se è solo passo per pazza. Se c’è una donna si sfascia tutto, matrimonio e famiglia». Stette lì dieci minuti, poi se ne andò, senza voler sapere.