Carlo Romano, Il Messaggero, 09/07/2000, 9 luglio 2000
Dolcissima, molto bella, 28enne, ricca e riservata conoscerebbe giovane serio e benestante per fidanzamento ed eventuale matrimonio
Dolcissima, molto bella, 28enne, ricca e riservata conoscerebbe giovane serio e benestante per fidanzamento ed eventuale matrimonio. Contattare i genitori scrivendo alla casella postale 20121 Spinaceto». L’annuncio compare su un giornale il 16 giugno scorso, ma non è che l’ultimo, dello stesso tenore, fatto pubblicare più volte e sulle stesse colonne da una coppia romana. Obiettivo: cercare un uomo per la figlia Flavia, una biondina illibata con la passione per le auto da corsa ed Internet. Alla selezione d’altri tempi rispondono in tanti, trenta, quaranta persone, dai 25 anni in su, ma solo uno alla fine supererà l’ardua prova. L’aspirante sposo deve fare in fretta sperando di avere i requisiti richiesti. Il primo passo è scrivere al recapito indicato sulle pagine del periodico e poi aspettare che il telefonino prima o poi squilli. E la chiamata giusta arriva, un afoso pomeriggio di fine giugno. «Lei è stato prescelto - proclama la signora Eliana, la madre di Flavia - può essere uno dei papabili ma... Prima vogliamo conoscerla noi personalmente». L’appuntamento è fissato per il venerdì sera seguente, in un elegante palazzo dell’Eur protetto da una fila di platani, dalla discrezione di un quartiere-bene e dall’ora tarda, le 20 e 30, quando gli uffici sono chiusi e i vicini sono già in viaggio per il week end. Tanto più che, per esigenze di privacy, l’incontro avviene non a casa, ma nella sede della società di famiglia. Tracce della promessa sposa? Nessuna, solo un quadro appeso alla parete, con Flavia in pantaloncini e maglietta. Negli uffici, deserti a quell’ora, di fronte al ”candidato” troneggiano solo i genitori della ragazza e sono una giuria implacabile: siciliano lui, imprenditore sulla sessantina dall’aria irreprensibile e dallo sguardo altero, lei più giovane e dal sorriso pacioso.