Maurizio Ricci, la Repubblica, 29/07/2000, 29 luglio 2000
New York. La tv spazzatura può uccidere. O, forse, è più giusto pensare ad una storia dei fratelli Coen, alla Fargo, di quelle che hanno rovesciato i canoni del thriller: nessuna mente implacabilmente diabolica in azione, ma, al contrario, una ordinaria incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni, che travolge ogni nozione di buon senso
New York. La tv spazzatura può uccidere. O, forse, è più giusto pensare ad una storia dei fratelli Coen, alla Fargo, di quelle che hanno rovesciato i canoni del thriller: nessuna mente implacabilmente diabolica in azione, ma, al contrario, una ordinaria incapacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni, che travolge ogni nozione di buon senso. Può succedere così, che uno si porti la moglie in tv, per annunciare pubblicamente che preferisce stare con la sua amante e, per buona misura, poche ore dopo essere andato in onda, la ammazza - se la polizia ha ragione - sulla porta di casa. La scena del dramma - o, almeno, del suo cruciale capitolo introduttivo - è il ”Jerry Springer Show”, un talk show di prima fila nel gotha della tv spazzatura, accanto a ”Ricki Lake” e ”Jenny Jones”: un programma che deve il suo successo all’idea di mettere in onda ordinari cittadini che si svergognano a vicenda, si insultano e (è capitato) si picchiano.