Arrigo Petacco, Il Giorno, 10/08/2000, 10 agosto 2000
Poco prima che Mussolini fosse catturato, Claretta rifiutò di fuggire in Spagna sull’aereo già pronto per lei
Poco prima che Mussolini fosse catturato, Claretta rifiutò di fuggire in Spagna sull’aereo già pronto per lei. «Non penarti per me» - scrisse alla sorella Miriam - «Io seguo il mio destino che è il suo. Non lo abbandonerò mai e non distruggerò con un gesto vile la suprema bellezza della mia offerta». Morì il 28 aprile 1945. Anche Eva rifiutò la separazione da Hitler: «Dal momento che ti ho visto, ho promesso a me stessa di seguirti ovunque, anche nella morte». Si sposarono alle due del mattino del 30 aprile ’45 nel bunker berlinese in cui erano nascosti, la bandiera rossa già issata sul Reichstag. Uno sbalordito ufficiale giudiziario celebrò la cerimonia: «Nella buona e nella cattiva sorte finché morte non vi separi [...] giurate di essere della pura razza ariana». Seguì il rinfresco, insieme a Goebbels, Bormann e i gerarchi nazisti sopravvissuti: auguri, brindisi, lacrime e champagne. Felice, Eva rimase in piedi fino all’alba. Poi si mise a distribuire in giro strette di mano e piccoli souvenir. Nel frattempo, Hitler s’organizzava la morte. Scelse pistola e cianuro, fece testamento. Alle 15 e 40 si ritirò nella sua camera con Eva. Uno sparo mezz’ora dopo. Furono trovati riversi su un divanetto del Settecento. Hitler s’era sparato in bocca. Eva, lavata e pettinata, un abito blu con collo e polsini bianchi indosso. Prima di prendere il cianuro s’era tolta le scarpe e le aveva allineate ai piedi del sofà .