Paolo Biondani, Corriere della Sera, 10/08/1996, 10 agosto 1996
Chicca Roveri, la moglie di Rostagno, detestata dalle detenute di San Vittore, che non le passavano le sigarette, non le rivolgevano la parola, e forse l’hanno anche maltrattata
Chicca Roveri, la moglie di Rostagno, detestata dalle detenute di San Vittore, che non le passavano le sigarette, non le rivolgevano la parola, e forse l’hanno anche maltrattata. Quando dopo undici giorni è arrivato l’ordine di scarcerazione (venerdì 2 agosto), c’è stata una manifestazione di protesta, con grida e posate sbattute sulle inferriate delle celle. Per farla uscire, gli agenti hanno dovuto chiudere l’inferriata interna (blindo) delle celle e sprangare i cancelli del corridoio perché le recluse-lavoranti non le saltassero addosso. Infatti è apparsa sulla strada alle otto e mezza di sera, mentre la figlia e gli altri l’attendevano già alle sei.