Dario Venegoni, L’unit, 25/10/1996, 25 ottobre 1996
Ad Idea Nuova Socialista piacque subito questo giovane che sprizzava determinazione da tutti i pori, riservato ma nient’affatto grigio: Cuccia era in privato già allora brillante e anche sarcastico, quand’era il caso
Ad Idea Nuova Socialista piacque subito questo giovane che sprizzava determinazione da tutti i pori, riservato ma nient’affatto grigio: Cuccia era in privato già allora brillante e anche sarcastico, quand’era il caso. Sciorinava volentieri il suo perfetto francese e traeva dalle sue sterminate letture citazione e aneddoti sempre calzanti. Dalla frequentazione con uomini di valore sapeva trarre i più impensabili insegnamenti, messi poi a frutto nella sua lunga carriera. La sua stessa Mediobanca di questi anni, a ben vedere assomiglia incredibilmente alla Bastogi del suocero, il primo vero «salotto» della finanza italiana, al quale già negli anni Quaranta partecipavano, accanto agli uomini che rappresentavano il potere pubblico, i più importanti nomi dell’imprenditoria privata dell’epoca, da Agnelli a Pirelli, a Volpi e a tanti altri: un modello che Cuccia ha copiato alla virgola per l’istituto di via dei Filodrammatici, di cui da mezzo secolo è la mente ispiratrice. Alla giovane figlia di Beneduce, che portava un nome tanto impegnativo, non piacevano le mezze figure. E quel fidanzato dagli occhi azzurri, che alla sua prima missione ufficiale all’estero seppe tener testa a un gerarca del peso di Rodolfo Graziani, viceré dell’Abissinia e alla sua compagnia di corrotti, seppe convincerla di essere l’uomo della sua vita.