Vittorio Zucconi, D - la Repubblica delle donne, 06/08/1996, 6 agosto 1996
Se mai il mondo aveva visto un amore, questo era. Per 20 anni, per 7300 giorni, Harvey Wexler e Joan Coward furono la definizione vivente dell’aggettivo inseparabile e vissero insieme dalla mattina alla sera
Se mai il mondo aveva visto un amore, questo era. Per 20 anni, per 7300 giorni, Harvey Wexler e Joan Coward furono la definizione vivente dell’aggettivo inseparabile e vissero insieme dalla mattina alla sera. Non è una frase fatta, è la verità. Erano sempre, e soltanto, insieme dalla mattina alla sera. Mai di notte. Per 20 anni, questi due adulti perfettamente sani, perfettamente innamorati, non fecero mai all’amore. Ne parlarono, ne discussero, come discussero di matrimonio e di convivenza. Una volta fu lei a dire va bè, dai facciamolo, e lui a resistere, tergiversare. Un’altra fu lui a proporlo, e lei a rimandare. Un giorno dopo l’altro, una chiacchiera dopo l’altra, arrivarono alla fine dei loro giorni senza mai ”farlo”. E senza mai sposarsi, né convivere sotto lo stesso tetto. «Mia sorella me ne parlava spesso» dice oggi Nancy, «e si tormentava un poco. Mi chiedeva: Nancy siamo anormali? Siamo matti? E io non sapevo cosa rispondere». Era come se gli inseparabili avessero silenziosamente deciso che l’astinenza, e il gioco del procrastinare, fosse il motore segreto del loro interminabile amore, che il ”non farlo” fosse la vera prova del loro amore, a dispetto di un mondo che privilegia la meccanica, l’idraulica, la fisicità dell’amore.