Paolo Zaccagnini, Il Messaggero, 31/10/1996; la Repubblica, 15/11/1996., 31 ottobre 1996
Lettera scritta nell’aprile del 1914 da Albert Einstein alla moglie Mileva Maric (i due s’erano appena trasferiti a Berlino, dove lui avrebbe diretto il nuovo Istituto di Fisica): «Ti atterrai alle seguenti regole: A: 1, i miei vestiti e la biancheria dovranno essere tenuti in ordine; 2, dovranno essermi serviti regolarmente tre pasti al giorno, nella mia camera; 3, la mia camera e il mio studio dovranno sempre essere tenuti in ordine e la mia scrivania mai toccata da nessuno oltre me; B: 1, rinuncerai a ogni relazione con me, oltre a quelle richieste per mantenere le apparenze in società
Lettera scritta nell’aprile del 1914 da Albert Einstein alla moglie Mileva Maric (i due s’erano appena trasferiti a Berlino, dove lui avrebbe diretto il nuovo Istituto di Fisica): «Ti atterrai alle seguenti regole: A: 1, i miei vestiti e la biancheria dovranno essere tenuti in ordine; 2, dovranno essermi serviti regolarmente tre pasti al giorno, nella mia camera; 3, la mia camera e il mio studio dovranno sempre essere tenuti in ordine e la mia scrivania mai toccata da nessuno oltre me; B: 1, rinuncerai a ogni relazione con me, oltre a quelle richieste per mantenere le apparenze in società. In particolare non chiederai: 1, che io passi il mio tempo con te a casa. 2, che io esca o viaggi con te. 3, devi lasciare immediatamente e senza protestare la mia stanza o il mio studio quando ti chiedo di andare; 4, prometterai di non denigrarmi agli occhi dei bambini, con parole o azioni». Mileva, bruttina ma bel cervello, aveva incontrato Einstein al Politecnico di Zurigo. Lui la mise incinta e i due decisero poi di abbandonare la neonata per non dare scandalo. Dopo il matrimonio, altri due figli. A pochi mesi dalla lettera riportata sopra, lei lasciò il marito (che da due anni la tradiva con cugina Elsa, poi sposata nel ’19) e si trasferì a Zurigo. Dei due figli (Hans Albert e Edouard), unò sempre ostile al padre, l’altro finì in manicomio. La lettera, esposta adesso a Gerusalemme, sarà messa all’asta da Christie’s a New York il prossimo 25 novembre, insieme con altre 430.