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 1997  novembre 12 Mercoledì calendario

«Pedofilo», e subito si pensa ad un depravato che viola i bambini. Ma quando il molestatore è una bella insegnante, sposata e madre di quattro bambini, e il violentato è un tredicenne dalla voce grossa che dice di essere innamorato, inevitabilmente tutto si complica

«Pedofilo», e subito si pensa ad un depravato che viola i bambini. Ma quando il molestatore è una bella insegnante, sposata e madre di quattro bambini, e il violentato è un tredicenne dalla voce grossa che dice di essere innamorato, inevitabilmente tutto si complica. Mary Kay Le Tourneau, la maestrina dal viso d’angelo, vive da mesi dietro le sbarre nel carcere di Seattle. La condanna sarà emessa nelle prossime 48 ore. E così, all’indomani della scarcerazione della "au pair" iglese a Boston, l’attenzione del grande pubblico americano si sposta adesso su questo caso. Mary Kay, 35 anni, era considerata uan maestra-modello alla Shorewood School, una delle migliori scuole di Seattle. Preparata, diligente, sempre disponibile, era amata dagli alunni per la sua naturale capacità di legare con loro, di capire le loro esigenze. «Ogni lunedì mattina entravo in classe e sapevo di essere nel posto giusto», dirà più tardi al "Seattle Times". Era anche una madre-modello. Quattro figli tirati su con il sorriso, un marito che sembrava adorare, una bella villa nella periferia di Seattle, due auto nel garage e un ampio giardino. Dove spesso veniva a giocare il giovane X, compagno di scuola dei suoi figli e suo alunno prediletto. Il giovane è un tredicenne di etnia mista, decisamente robusto, precoce, a suo modo fascinoso. Mary Kay dirà: «Ha un gran talento artistico. Il nostro legame fu istantaneo. Era come un fratello minore. Avevo la sensazione che avrebbe fatto parte della mia vita per sempre. Ma non capivo bene che cosa mi stava succedendo, pensavo che un giorno avrebbe sposato mia figlia».