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 1997  agosto 23 Sabato calendario

«In Italia la fortuna del popolo e la più grande parola del vocabolario è libertà. Questa libertà che solo voi giudici potete consegnare a un cittadino

«In Italia la fortuna del popolo e la più grande parola del vocabolario è libertà. Questa libertà che solo voi giudici potete consegnare a un cittadino. Non solo Roma, la città dei Papi e dei Cesari, ma anche tutta l’Italia, l’Europa, il Mondo, attendono con trepidazione la vostra sentenza. L’imputato, onorevole presidente, si é genuflesso simbolicamente ai suoi piedi, davanti alla sua meravigliosa toga... Il Comune si preoccupa di costituirsi parte civile contro tre cittadini senza casa né lavoro, e non si preoccupa dei ragazzini che potrebbero rompersi il cranio lanciandosi nelle fontane che non sono tenute bene. Intili, oggi per te è nata una nuova alba. I cittadini di altri paesi dovrebbero inchinarsi davanti ai romani, che non possono andare a farsi una gita ad Albano, perché nun c’hanno li sordi pe la machina... Intili, con il caldo che faceva, che gli impediva di far scendere il respiro dalla gola ai polmoni, quando mai ha fatto un danno? Era la fontana ad essere fracica. In questa immensa, oceanica piazza c’è chi si tuffa nei portafogli dei turisti, lui si è tuffato nelle acque per fare una piroetta. stato anche pericoloso, perché poteva spaccarsi il cranio. Però il Signore da lassù ti ha protetto, caro Intili... Presidente, vuol far piangere il suo bambino? Intili può essere considerato erede della civiltà romana: questo uomo di quaranta anni che si bagna e che rischia pure di prendere la polmonite... Onorevole giudice, lei lo deve perdonare...Per il mio cliente è stata una giornata nera, s’è prostrato a terra come un ragno...» (arringa dell’avvocato Aldo Ceccarelli, difensore di Sebastiano ”Nello” Intili, uno dei tre danneggiatori della Fontana dei Fiumi a Piazza Navona).