Guido Bolaffi, la Repubblica, 21/08/1997., 21 agosto 1997
Il caso dei trentanove handicappati messicani che, immigrati illegalmente negli Stati Uniti, si affidavano ai loro connazionali del clan Paoletti e finivano a lavorare giorno e notte nelle strade delle grandi metropoli americane
Il caso dei trentanove handicappati messicani che, immigrati illegalmente negli Stati Uniti, si affidavano ai loro connazionali del clan Paoletti e finivano a lavorare giorno e notte nelle strade delle grandi metropoli americane. Sedici diciassette ore giornaliere, sette giorni su sette a smerciare accendini ed altre cianfrusaglie con due soli giorni di riposo al mese. Stupore perché, una volta partita la denuncia da quattro sordomuti stufi degli abusi continuamente subiti, molti loro colleghi si rifiutarono di testimoniare dicendo che preferivano quella vita piuttosto che ritornare in Messico, un inferno dove non avevano neanche quel misero lavoro. Il giornalista americano David North commentò sui giornali statunitensi che anche se «uno è lupo e l’altro agnello, il primo non potrebbe esistere se anche il secondo non trovasse qualche suo tornaconto».