Riccardo Stagliano, L’Unit, 18/08/1997, 18 agosto 1997
Era passata mezzanotte quando Beverly rientrò a casa da uno spossante turno di lavoro. Operaia cinquantunenne di Massillon, Ohio, meccanicamente raccolse la posta dalla cassetta di alluminio al pianterreno del suo scalcagnato condominio e salì le sulle scale dando una rapida occhiata a quel consueto bottino di carte inutili
Era passata mezzanotte quando Beverly rientrò a casa da uno spossante turno di lavoro. Operaia cinquantunenne di Massillon, Ohio, meccanicamente raccolse la posta dalla cassetta di alluminio al pianterreno del suo scalcagnato condominio e salì le sulle scale dando una rapida occhiata a quel consueto bottino di carte inutili. Non riguardava bollette, estratti conto o pubblicità varie e la donna l’aprì con curiosità. Adesso vorrebbe non averlo mai fatto, perché quella lettera le ha rovinato la vita. In dodici pagine vergate a mano uno sconosciuto le raccontava tutto quello che sapeva sul suo conto: il giorno del suo compleanno, le sue riviste preferite, il fatto che fosse divorziata, sino alla marca di sapone che usava per fare la doccia. Il tutto mischiato a una serie di deliranti fantasie sessuali: «Per il momento tutto questo può accadere solo per lettera - si congedava l’uomo - ma forse, tra un po’, potrò fare un salto a trovarti» Si scoprì piu tardi che chi aveva scritto si chiamava Hal Parfait, uno stupratore e rapinatore che stava scontando la sua pena in un carcere del Texas e che aveva appreso tutte quelle informazioni nello svolgimento del suo lavoro al penitenziario: inserire i dati di innumerevoli questionari per corrispondenza cui persone da tutta l’America avevano risposto per partecipare ad estrazioni o avere diritto a sconti nell’acquisto di alcuni prodotti.