Riccardo Stagliano, L’Unit, 18/08/1997, 18 agosto 1997
Quando Beverly Dennis fa causa alla Metromail e al carcere, la compagnia stanzia per la difesa un milione e mezzo di dollari (due miliardi e settecento milioni di lire) e quando gli avvocati della compagnia chiedono ai loro clienti di acquisire tutto quanto si sa sulla controparte, questi consegnano loro un dossier cospicuo: «Allegato è tutto quello che sappiamo a riguardo di Beverly Dennis», è la scarna nota del funzionario incaricato
Quando Beverly Dennis fa causa alla Metromail e al carcere, la compagnia stanzia per la difesa un milione e mezzo di dollari (due miliardi e settecento milioni di lire) e quando gli avvocati della compagnia chiedono ai loro clienti di acquisire tutto quanto si sa sulla controparte, questi consegnano loro un dossier cospicuo: «Allegato è tutto quello che sappiamo a riguardo di Beverly Dennis», è la scarna nota del funzionario incaricato. Dentro, 900 pezzi della vita della donna, dal 1987 ad oggi, compreso il suo reddito, gli hobby e il fatto che prendeva con una certa frequenza antiacidi, sonniferi e rimedi per le emorroidi. L’associazione di categoria di cui Metromail è membro emerito ha minimizzato l’incidente: l’esistenza di tante informazioni sui potenziali acquirenti è una prova di razionalità del mercato, è uno dei motivi per cui gli Stati Uniti sono in una posizione di assoluta preminenza nella società dell’informazione, nel mondo post-industriale nel quale volenti o nolenti viviamo. «Tutto ciò giova all’economia e giova ai consumatori - ha tagliato corto Chet Dalzell, portavoce della Direct Marketing Association -: il business risparmia sui costi di marketing e il cliente ottiene così offerte più vantagglose».