Roberto Gervaso, Il Messaggero, 29/07/1997, 29 luglio 1997
Il depresso insomma si estrania totalmente dal mondo. «Se tifoso, non va più allo stadio. E che la sua squadra vinca o perda non gli fa né caldo né freddo; non legge più le pagine sportive e non commenta con gli amici i risultati delle partite
Il depresso insomma si estrania totalmente dal mondo. «Se tifoso, non va più allo stadio. E che la sua squadra vinca o perda non gli fa né caldo né freddo; non legge più le pagine sportive e non commenta con gli amici i risultati delle partite. Si trascura e non si cura. Se soffre di diabete, non fa l’insulina. Se ha mal di cuore, non va dal cardiologo». Il paziente è consapevole del proprio stato? «Nel cinquanta per cento dei casi, no. Anche per questo la depressione è stata definita ”male oscuro”». Da chi? «Da Giuseppe Berto, in una delle sue opere più famose. ”Il male oscuro”, appunto. Berto soffriva di attacchi di panico e i medici non lo capivano e non lo prendevano sul serio. Si vendicherà mettendoli in ridicolo e alla berlina». (Prof. Giovanni Battista Cassano a Roberto Gervaso).