Roberto Gervaso, Il Messaggero, 29/07/1997, 29 luglio 1997
La depressione può portare al suicidio? «Sì. E più l’uomo che la donna. Il malato sale in macchina, si mette al volante, preme l’acceleratore e cerca la morte, simulando l’incidente stradale»
La depressione può portare al suicidio? «Sì. E più l’uomo che la donna. Il malato sale in macchina, si mette al volante, preme l’acceleratore e cerca la morte, simulando l’incidente stradale». Il depresso è un egoista, un egocentrico? «Sì, ma non se ne rende conto. Crede di appartenere all’aristocrazia della sofferenza. Si considera migliore degli altri». Ma vuole o non vuole guarire? «Crede di non volere, ma anche di non poter guarire. Si autoconvince che questo è il suo destino». Il passaggio dall’euforia, dall’eccitazione, alla disforia, cioè all’abbattimento, è lento o repentino? «Può essere lento, ma può anche essere repentino». Le ore più critiche? «Quelle del mattino. Dopo un cattivo sonno, il depresso si risveglia sfinito, disperato». In quali mesi dell’anno si sente peggio? «In quelli primaverili e autunnali: maggio-giugno e settembre-ottobre». Perché? «Le variazioni climatiche stressano il suo cervello». E in quali mesi dell’anno si sente meglio? «In quelli estivi: luglio e agosto». (Prof. Giovanni Battista Cassano a Roberto Gervaso).