Roberto Gervaso, Il Messaggero, 29/07/1997, 29 luglio 1997
I manicomi andavano chiusi? «Non basta una legge – quella del maggio – a mutare la realtà. Si possono costruire scuole, ma poi ci vogliono i docenti in cattedra
I manicomi andavano chiusi? «Non basta una legge – quella del maggio – a mutare la realtà. Si possono costruire scuole, ma poi ci vogliono i docenti in cattedra. Si possono costruire stadi, ma poi ci vogliono i giocatori in campo». Manca insomma una cultura psichiatrica. «Sì». Colpa di chi? «Di chi ha negato la malattia mentale». E chi ha negato la malattia mentale? «Studiosi di varie correnti: dai cattolici agli estremisti di sinistra. I quali hanno sostenuto che il malato mentale era un frutto della società che lo rifiutava e lo emarginava. La psichiatria è una branca della medicina, non della filosofia. Ha fatto enormi progressi, e a questi la legge deve adeguarsi». Se certi psichiatri si fossero affidati alle sue cure avrebbero fatto quel che hanno fatto? «Essi hanno fatto le loro scelte, ispirandosi a movimenti americani e inglesi che oltre Atlantico e oltre Manica sono falliti». E perché in Italia hanno avuto tanto successo? «Perché in Italia la critica non si esercita. O non si esercita abbastanza». Anche nei confronti della psicanalisi? «Non giudico la psicanalisi. Riconosco che è opera di grandi cervelli, che hanno dato vita a un grande movimento culturale». Purtroppo, gli epigoni... «Gli epigoni, lasciamoli stare. Una cosa è certa: come terapia psichiatrica, come metodo di cura delle malattie mentali, la psicanalisi si è rivelata totalmente inefficace». Come scienza quindi non esiste. «Non esiste perché non si può smentire nè provare». (Prof. Giovanni Battista Cassano a Roberto Gervaso).