Roberto Beretta, Avvenire, 17/07/1997, 17 luglio 1997
René Andreani, per esempio, è un ex deputato verde che – dopo essere stato carnivoro per 50 anni – festeggia ora l’ottavo compleanno vegetariano
René Andreani, per esempio, è un ex deputato verde che – dopo essere stato carnivoro per 50 anni – festeggia ora l’ottavo compleanno vegetariano. E dichiara di essere stato «negli ultimi 4 anni all’80% fruttariano, al 15% crudista e al 5% vegano». Vuole spiegarsi meglio? «Si tratta dei gradini del biocentrismo. Al primo stanno i vegetariani semplici, cioè coloro che non consumano carne. Poi vengono i vegani (una volta dicevano vegetaliani, ma poi voi giornalisti pensavate a un errore di stampa e correggevate sempre la elle in erre...): coloro che non si nutrono neppure dei prodotti provenienti da animali non uccisi, come il latte, le uova, il miele, i formaggi. Seguono i crudisti, ovvero chi mangia solo frutta e verdura cruda: in natura mica esiste l’albero del cibo cotto! Il top dei top, però, è l’ultimo gradino, difficilissimo da raggiungere in Italia: il fruttarismo simbiotico. Chi vi aderisce rifiuta di strappare anche una sola foglia di insalata ed assume solamente frutta di stagione coltivata biologicamente e colta dall’albero un attimo prima che cada a terra; avendo cura, naturalmente, di sputare i semi poco più in là, così da facilitare il ciclo naturale».