Roberto Beretta, Avvenire, 17/07/1997, 17 luglio 1997
Come gli uomini preistorici, insomma; o anche peggio. Ma il signor Andreani è molto fiero di far parte dell’élite: «Sto meglio a 60 anni di quando ne avevo 18 ed ho pure risolto un’asma che mi portavo dietro da un trentennio»
Come gli uomini preistorici, insomma; o anche peggio. Ma il signor Andreani è molto fiero di far parte dell’élite: «Sto meglio a 60 anni di quando ne avevo 18 ed ho pure risolto un’asma che mi portavo dietro da un trentennio». E le proteine della carne, così indispensabili a un’alimentazione equilibrata? E l’apporto di grassi? E anche soltanto i sapori di un sapido arrosto perduti per sempre? Di sicuro non è una scelta per tutti: chissà quanto tempo ci vorrà per abituarsi... Andreani e Somaschi ridono all’unisono: «Tutte balle diffuse dalle grandi industrie alimentari per difendere i loro interessi. Proteine ne abbiamo fin troppe, anche vegetali: e ci ammaliamo per il loro eccesso. Non è neanche vero che occorra un ”noviziato” particolarmente duro per cominciare: chiunque può essere vegetariano. La verità è piuttosto che abbiamo importato la dieta americana degli hamburger e abbiamo abbandonato quella mediterranea, la più sana del mondo. Ma lo sa che almeno 150 tra i maggiori artisti e scienziati di ogni epoca - Socrate, Platone, Pitagora, Leonardo... - erano vegetariani? Lo sa che Paul Mc Cartney non vuole che ai suoi concerti si vendano panini al prosciutto?».