Marina Garbesi, la Repubblica, 22/08/1997, 22 agosto 1997
Tutti lo chiamavano Alì. Ma per nessuno era davvero un uomo. «Chillo? Un animale...Gli mancano solo la coda e le corna» è l’impassibile crudezza con cui se lo ricorda Anna Marulli, madre del suo padrone Mario Iacobucci
Tutti lo chiamavano Alì. Ma per nessuno era davvero un uomo. «Chillo? Un animale...Gli mancano solo la coda e le corna» è l’impassibile crudezza con cui se lo ricorda Anna Marulli, madre del suo padrone Mario Iacobucci. Un diavolo, un caprone, un mostro come sanno essere feroci i mostri delle leggende. Reale, ma invisibile per tutti. Un ragazzo di 23 anni, che raramente, la sera, dallo stazzo scendeva in paese a S. Eufemia. Sporco perché comunque, non si è damerini, con quel mestiere. «Però non rissoso e di sicuro musulmano osservante», dice Guido Maiorano, del rifugio San Leonardo. «Sempre solo aranciate, quando è capitato qui, mai una birra o un bicchiere di vino».