Marina Cepeda Fuentes, Il Giornale, 22/08/1997, 22 agosto 1997
Nel 1482 Leonardo da Vinci, stanco e deluso della corte fiorentina di Lorenzo de’ Medici e volendo provare fortuna altrove, giunse a Milano portando una bizzarra lettera di presentazione per Ludovico il Moro: «Mio Signore, non ho pari nella fabbricazione di ponti, fortificazioni e macchine da guerra; i miei dipinti e sculture possono paragonarsi vantaggiosamente a quelli di altri grandi artisti
Nel 1482 Leonardo da Vinci, stanco e deluso della corte fiorentina di Lorenzo de’ Medici e volendo provare fortuna altrove, giunse a Milano portando una bizzarra lettera di presentazione per Ludovico il Moro: «Mio Signore, non ho pari nella fabbricazione di ponti, fortificazioni e macchine da guerra; i miei dipinti e sculture possono paragonarsi vantaggiosamente a quelli di altri grandi artisti. Sono maestro nel raccontare indovinelli e nel fare nodi marinai e sono ineguagliabile nel preparare dolci e piatti prelibati». Naturalmente Ludovico mandò a chiamare l’autore dell’originale missiua e dopo il primo incontro ne rimase talmente impressionato da nominarlo «consigliere di fortificazioni e maestro di cerimonie e banchetti» della corte degli Sforza, concedendogli servitori, operai artigiani e una serie di stanze dove poter realizzare i suoi progetti.