Marina Cepeda Fuentes, Il Giornale, 22/08/1997, 22 agosto 1997
Leonardo, che aveva allora trent’anni, vide compiersi finalmente il sogno lungamente accarezzato mentre abitava a Firenze: dedicarsi pienamente alla cucina, una vera grande passione, come dimostrano le numerosissime annotazioni «culinarie» riunite nel cosiddetto Codex Romanoff; probabilmente giunto in Russia nel 1865 insieme con la celebre Madonna Litta custodita all’Ermitage di Leningrado
Leonardo, che aveva allora trent’anni, vide compiersi finalmente il sogno lungamente accarezzato mentre abitava a Firenze: dedicarsi pienamente alla cucina, una vera grande passione, come dimostrano le numerosissime annotazioni «culinarie» riunite nel cosiddetto Codex Romanoff; probabilmente giunto in Russia nel 1865 insieme con la celebre Madonna Litta custodita all’Ermitage di Leningrado. Vi si trovano tante curiosità, dalla descrizione dei «modi indecorosi di stare a tavola del mio signore Ludovico e dei suoi convitati» ai consigli per l’utilizzo del tovagliolo individuale «per evitare che alla fine di un banchetto la tavola sembri un campo di battaglia» alle più strampalate ricette come il «lombo di serpe ripieno di olive e frutta fresca» non mancano sagge osservazioni sugli ortaggi dell’epoca e persino un’umoristica annotazione sulla «maniera corretta di far sedere un assassino a tavola» Ma molti altri scritti e disegni di natura gastronomica fanno parte anche del Codex Atlanticus della Biblioteca Ambrosiana di Milano e dei Manoscritti Leonardeschi della Biblioteca Nazionale di Parigi.