Marina Cepeda Fuentes, Il Giornale, 22/08/1997, 22 agosto 1997
Era stato il patrigno di Leonardo, messer Accatabriga di Piero del Vacca, pasticciere di Vinci (la cittadina dov’era nato nel 1452) a inculcargli fin da piccolo l’amore per l’arte del cucinare insegnandogli a preparare magistralmente la pasta di marzapane con cui il grande artista avrebbe realizzato la maggior parte dei modelli per le sue sculture così come i plastici per le macchine e le fortezze da lui ideate
Era stato il patrigno di Leonardo, messer Accatabriga di Piero del Vacca, pasticciere di Vinci (la cittadina dov’era nato nel 1452) a inculcargli fin da piccolo l’amore per l’arte del cucinare insegnandogli a preparare magistralmente la pasta di marzapane con cui il grande artista avrebbe realizzato la maggior parte dei modelli per le sue sculture così come i plastici per le macchine e le fortezze da lui ideate. A dieci anni il piccolo Leonardo era diventato un provetto pasticciere nonché un bambino enormemente grasso tanto che, qualche anno piú tardi, quando suo padre naturale, il notaio Piero da Vinci, decise di mandarlo a Firenze nella bottega del Verrocchio perché imparasse l’arte della pittura, i suoi compagni apprendisti, fra cui Sandro Botticelli (che sarebbe diventato l’amico inseparabile) lo ribattezzarono il crapulando, «il mangione».