Marina Cepeda Fuentes, Il Giornale, 22/08/1997, 22 agosto 1997
La cronaca di quella fatidica giornata la scrisse l’ambasciatore dei Medici a Milano Sabba da Castiglione di Pietro Alemanni, in una lunga lettera inviata alla Signoria di Firenze dove riferisce che le cucine del maestro Leonardo erano un gran caos e che tutte le diavolerie da lui inventate per far risparmiare sforzo e uomini si erano rivelate un vero e proprio fiasco
La cronaca di quella fatidica giornata la scrisse l’ambasciatore dei Medici a Milano Sabba da Castiglione di Pietro Alemanni, in una lunga lettera inviata alla Signoria di Firenze dove riferisce che le cucine del maestro Leonardo erano un gran caos e che tutte le diavolerie da lui inventate per far risparmiare sforzo e uomini si erano rivelate un vero e proprio fiasco. Ad esempio il complicato arnese che doveva produrre pioggia in caso di incendio «vomitava continuamente acqua trasformando il tutto in un lago» e i buoi che spingevano le spazzole per pulire il pavimento «erano impazziti e giravano per tutta la cucina sporcandola fra l’altro con i loro escrementi, sicché l’ometto che prima puliva doveva correre continuamente dietro con una scopa e una pala». Grida, esplosioni di colpi e un corri-corri generale era il quadro che Ludovico il Moro trovò quel giorno nelle sue cucine.