Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  agosto 29 Venerdì calendario

Il lobbyng. «Per quanto molti voti siano venduti e comprati nessuno ha ancora capito come si vincano le Olimpiadi

Il lobbyng. «Per quanto molti voti siano venduti e comprati nessuno ha ancora capito come si vincano le Olimpiadi. I cinesi mandarono in giro per Pechino squadre di cittadini con il flit per ammazzare 32 milioni di mosche, proprio prima dell’arrivo in città del presidente Samaranch, promisero di scrivere tutti i nomi dei membri Cio sulla Grande Muraglia e proposero lo stesso Samaranch come premio Nobel. Pechino perse». (Emanuela Audisio). Le Olimpiadi ”verdi” di Sidney 2000 sono state una riuscita operazione di marketing: tutta la campagna a favore della candidatura era imperniata sull’aspetto ecologico. Adesso si scopre che nel mezzo della Homebush Bay, l’area in cui sorgerà il villaggio olimpico, c’è una fossa che contiene 200 mila metri cubi di scorie tossiche. Si tratta di petrolio impregnato di diossina, piombo, amianto, pesticidi e sostanze putrescenti varie. Le autorità hanno nascosto il fatto per non danneggiare la candidatura. Il margine massimo di diossina accettabile nelle aree residenziali è di una parte su un miliardo. Nel petrolio che usciva dal terreno ce n’era 6.500 volte di più. Il fatto è divenuto pubblico quando si è notato l’andirivieni dai cantieri olimpici alle discariche di operai vestiti con tute protettive. «Per diventare sede dei Giochi olimpici bisogna pagare, pagare, pagare. Cioè, detto in altri termini, comprare il maggior numero possibile di membri del Comitato olimpico internazionale per ottenere il voto (si calcola che solo sette su un centinaio siano davvero incorruttibili). Pagare di tutto: dai biglietti di prima classe su tutti i voli da qualsiasi punto della Terra, ai trastulli sessuali dei grandi elettori (i tedeschi, organizzatissimi, avevano preparato dei dossier sulle preferenze sessuali di ogni membro dell’augusto consesso), dalle tasse d’iscrizione nelle più care università del mondo per i rampolli di questo o quell’ex ministro del Ghana o generale del Benin, ai conti di pelliccerie e gioiellerie per le gentili consorti dell’alto burocrate centroamericano di turno, dai pranzi luculliani per tutti, agli acquisti a volontà graziosamente offerti in omaggio alla signora Samaranch presso la reale fabbrica di porcellana. Non conoscono davvero limiti, la voracità spregiudicata e la ricerca del lusso più sfrenato da parte della variopinta congrega di cafoni rimpannucciati costituita dalla maggioranza del Comitato olimpico. Ospitarne per tre giorni qualche decina (si badi: non tutti e cento, qualche decina) può costare più di un miliardo (300 milioni il solo pernottamento in albergo); un pranzo ufficiale cento milioni. Ogni membro del Cio gode in pratica di una sorta di diritto di saccheggio: la signora Flor Isava Fonseca, venezuelana, si è fatta pagare un soggiorno di un’intera settimana a Berlino con la scusa di visitare gli impianti sportivi (attività a cui ha dedicato non più di dieci ore), arrivando a spendere per ogni pasto più di mezzo milione; il rappresentante del Cio nel Mali in quattro giorni ha lasciato un conto del telefono di più di due milioni; il mongolo un conto di taxi di tre milioni e mezzo, e così via a raffica in un’orgia di corruzione e di spese folli al cui vertice si colloca Juan Antonio Samaranch, specialista nell’estorcere centinaia e centinaia di milioni [...]» (Ernesto Galli della Loggia).