Natalia Aspesi, la Repubblica, 29/08/1997., 29 agosto 1997
Phillida Law, spiritosa vedova del regista Eric Thompson, capelli bianchi, «occhi azzurri che splendono indomiti e allegri», portamento giovane, attrice e madre di attrici che ha interpretato, con la ben più famosa figlia Emma (Oscar per l’interpretazione in Casa Howard e per la sceneggiatura in Ragione e sentimento), The winter guest , presentato la settimana scorsa al festival del cinema di Venezia, racconta che «fare la madre delle mie stesse figlie in un film è più sbrigativo: non devo far la fatica di essere troppo gentile con attrici che non conosco, posso essere brusca, conosco bene tutte le loro reazioni e so come neutralizzarle
Phillida Law, spiritosa vedova del regista Eric Thompson, capelli bianchi, «occhi azzurri che splendono indomiti e allegri», portamento giovane, attrice e madre di attrici che ha interpretato, con la ben più famosa figlia Emma (Oscar per l’interpretazione in Casa Howard e per la sceneggiatura in Ragione e sentimento), The winter guest , presentato la settimana scorsa al festival del cinema di Venezia, racconta che «fare la madre delle mie stesse figlie in un film è più sbrigativo: non devo far la fatica di essere troppo gentile con attrici che non conosco, posso essere brusca, conosco bene tutte le loro reazioni e so come neutralizzarle. Emma era una bambina terribile, tutta presa di sè, ma io ho saputo domarla». Madre e figlia hanno un rapporto «quasi di sorellanza» ed abitano in una zona non tanto elegante di Londra, nella stessa strada ma non nello stesso appartamento perché «Emma è troppo disordinata: diventeremmo insopportabili una all’altra».