Ugo Bertone, La Stampa, 05/09/1997, 5 settembre 1997
Sta comprando altre Olivetti? «Siamo sui 220 miliardi». Una bella somma... «Tutti titoli miei, pagati fino all’ultima lira
Sta comprando altre Olivetti? «Siamo sui 220 miliardi». Una bella somma... «Tutti titoli miei, pagati fino all’ultima lira. Roba che ho messo nel cassetto. Oddio, non ci si deve mai innamorare delle azioni. Ma quei titoli potrei anche dividerli e lasciarli ai miei figli... Certo, è un’investimento molto consistente, devo stare all’erta. Non crede?». Eppure c’è chi dice che lei ha dei soci, che vorrebbero monetizzare. Anche perché l’assalto alla Cir è impossibile, data l’esistenza del sindacato di controllo. O no? «Queste azioni, ripeto, sono tutte pagate e sono tutte mie. E sia ben chiaro che io sono un uomo paziente e testardo. Chiuderò questo investimento - investimento e non avventura - quando avrò raggiunto i miei obiettivi. Non prima. Soci? Non ci sono. Certo, qui ci si conosce, si scambiano idee, si fanno affari; uno va in spiaggia e gli amici si lamentano: ho letto sul giornale che hai fatto questo e quest’altro. Perché non me l’hai detto? E così c’è chi ha comprato lo 0.3%, chi lo 0.5%. In tutto è una bella quota...». Ma il sindacato di controllo... «Primo, di fronte a una bella offerta non c’è sindacato che tenga. Secondo, basta con questa storia del raider o scalatore. Io non ho mai voluto scalare nessuno, prova ne sia il fatto che conoscevo benissimo l’esistenza del sindacato di controllo. Ho solo fatto un investimento giusto, e l’ho accresciuto a mano a mano che vedevo la conferma delle mie teorie». (Luigi Giribaldi a Ugo Bertone).