Riccardo Staglian, l’Unit, 02/09/1997, 2 settembre 1997
Allora per l’affitto?». «Eh, non so, credo che siano 35 dollari...». «No, non volevo dire il prezzo, intendevo chi se ne occuperà»
Allora per l’affitto?». «Eh, non so, credo che siano 35 dollari...». «No, non volevo dire il prezzo, intendevo chi se ne occuperà». «Della stanza?». «Si, la stanza per domani». «E stata già prenotata per lei e Marge, ci ha pensato mia sorella». Il dialogo ebbe luogo il 22 ottobre del 1991 tra Bill Wantz (che registrò la telefonata) e Jack Kevorkian. La stanza in questione, a Royal Oak, Michigan, era quella nella quale la moglie di Wantz, il giorno dopo, si sarebbe presentata all’ultimo appuntamento della sua vita, con il medico in pensione che avrebbe realizzato il suo sogno ricorrente: smettere di soffrire, per sempre. Circa la sistemazione per la sera prima, il dottor Kevorkian spiegò che c’erano tre motel, sconsigliando il Days Inn perché troppo caro (67 dollari una doppia) e, alla richiesta del marito se Marge potesse portare con sé un pupazzetto di gomma per alleviare la tensione, scoppiò in una risata: «Nonostante il momento sua moglie non ha perso il suo senso dell’umorismo».