Maria Corti, la Repubblica, 04/09/1997, 4 settembre 1997
Capii il senso vero della frase molti anni dopo, quando lessi nel diario postumo a cura di Annalisa Cima, con testo e apparato critico di Rosanna Bettarini (Mondadori 1996) la lirica Secondo testamento (1976): «Ed ora che s’approssima la fine getto/la mia bottiglia che forse darà luogo/a un vero parapiglia»
Capii il senso vero della frase molti anni dopo, quando lessi nel diario postumo a cura di Annalisa Cima, con testo e apparato critico di Rosanna Bettarini (Mondadori 1996) la lirica Secondo testamento (1976): «Ed ora che s’approssima la fine getto/la mia bottiglia che forse darà luogo/a un vero parapiglia». La profezia montaliana si è vistosamente realizzata nei nebulosi luglio e agosto del 1997 in gran parte dei giornali italiani. Montale allora mi ingiunse di tacere con tutti sino alla fine del «parapiglia» e io gli ho ubbidito, nonostante le tentazioni del mio libro Ombre dal fondo, dove tanto spazio diedi ai molti rapporti di me e del Fondo con Montale. Nello stesso giorno egli mi chiarì anche il perché dell’uscita postuma a ondate successive, di cui però nel 1971 ignorava quale sarebbe stato il numero dei futuri scaglioni. Gli piaceva comunque l’idea di sfuggire alle regole del tempo con messaggi successivi post mortem, l’idea di un gioco parodistico a non sparire, sempre destinato ai filologi, insomma l’idea di un’operazione sarcastica.