Massimo Fini, il Giornale, 17/08/1997, 17 agosto 1997
Un giorno di dicembre di dieci anni fa Ferruccio De Bortoli, attuale direttore del ”Corriere della Sera”, allora capo delle pagine economiche, mi telefonò: voleva propormi una serie di servizi e desiderava vedermi
Un giorno di dicembre di dieci anni fa Ferruccio De Bortoli, attuale direttore del ”Corriere della Sera”, allora capo delle pagine economiche, mi telefonò: voleva propormi una serie di servizi e desiderava vedermi. Andai a trovarlo al giornale. Mi disse che sotto le feste aveva intenzione di pubblicare una serie di «lettere di auguri di Natale» ad alcuni dei più importanti imprenditori del Paese. «Naturalmente - mi spiegò - la lettera dovrà essere un pretesto per fare dei ritratti, polemici, dissacranti, come sai fare tu». «Non hai bisogno di incoraggiarmi su questa strada» dissi io, tetro. «Insomma, voglio che tu scriva come sai, ti ho chiamato per questo». Mi disse di buttar giù una lista di cinque, sei nomi e di portarglieli. Io ci misi Ligresti, Lucchini, De Benedetti, Gardini e un altro di cui ora non mi ricordo. De Bortoli approvò ma sostituì Gardini con Gianni Agnelli. «Agnelli? Ma sei sicuro? - dissi io - il padrone ”Corriere”...». « Non ti preoccupare, io e Anselmi vogliamo dare una maggiore aggressività alle pagine economiche e in una lista come questa Agnelli non può mancare». Poi mi portò da Anselmi, che era condirettore (direttore era l’ultrasettantenne Ugo Stille, il mitico Misha) e con lui mettemmo a punto gli ultimi dettagli. Io che ero un po’ stupito di questi improvvisi coraggi che non erano mai appartenuti alla storia del Corriere chiesi timidamente ad Anselmi: «Ma Stile è d’accordo?».