Massimo Fini, il Giornale, 17/08/1997, 17 agosto 1997
Rinaldi, che mi aveva commissionato l’intervista, e gli aveva dato risalto, non era complice, io sì
Rinaldi, che mi aveva commissionato l’intervista, e gli aveva dato risalto, non era complice, io sì. Ma era tutta la storia che non stava letteralmente in piedi perché capovolgeva i termini della questione. Io che mi ero battuto contro la politica di Angelo Rizzoli e me ne ero andato sbattendo la porta venivo accusato di essere un suo «complice», non si sa di che, da coloro che con Rizzoli avevano collaborato fino all’ultimo aiutandolo a sfasciare l’azienda. Mi pareva che il mondo camminasse alla rovescia. O, forse, cosa più probabile, mio padre era un pirla. Capii però anche che non mi volevano perché non ero ricattabile, non avevo preso soldi in nero, non avevo rubato sulle note spese, non appartenevo a nessun partito o camarilla o clan. Ma, soprattutto, non mi perdonavano di aver avuto ragione.