Orio Caldiron, Il Mattino, 14/08/1997, 14 agosto 1997
Nel 1934 Totò realizza finalmente una sua grande aspirazione mettendo su casa a Roma in via Tibullo 10
Nel 1934 Totò realizza finalmente una sua grande aspirazione mettendo su casa a Roma in via Tibullo 10. Ormai si sente arrivato. Ha una famiglia, un appartamento in cui rifugiarsi, un lavoro che gli dà molte soddisfazioni anche se i guadagni non sono sempre all’altezza delle aspettative. Ma lo tormenta per la giovane moglie una gelosia ossessiva e immotivata, che comincerà fin dall’inizio a minare la loro unione. Anche perché Totò, tipico maschio latino usa invece verso se stesso molta indulgenza quando si tratta di concedersi breve avventure con compagne di lavoro o ammiratrici. Gli basta uno sguardo di un pompiere di servizio rivolto a Diana che lo aspetta tra le quinte per decidere di relegarla in camerino chiudendola dentro a chiave. Arriva persino a mettere del borotalco sulla soglia di casa per controllare al suo ritorno che non ci siano impronte di sconosciuti.