Orio Caldiron, il Mattino, 14/08/1997, 14 agosto 1997
Totò continua con successo il suo lavoro con la compagnia di avanspettacolo, ma, molto scrupoloso nei rapporti economici con gli attori, spesso guadagna meno di loro e deve accontentarsi di mangiare un panino quando loro vanno al ristorante
Totò continua con successo il suo lavoro con la compagnia di avanspettacolo, ma, molto scrupoloso nei rapporti economici con gli attori, spesso guadagna meno di loro e deve accontentarsi di mangiare un panino quando loro vanno al ristorante. All’inizio del 1936 al teatro «Principe» di Roma presenta 50 milioni: c’è da impazzire di Paolo Tramonti e Guglielmo Inglese. In settembre all’«Olimpia» di Milano ottiene un successo ancora maggiore in Don Giovanni sono io... di Regoli. Totò, che è l’usciere Tobia, spacciandosi per Don Giovanni deve difendersi dalla foga delle sue ammiratrici inventando ogni volta uno stratagemma diverso. Naturalmente mette a frutto le sue migliori capacità comiche, le invenzioni linguistiche e la mimica grottesca.