Orio Caldiron, il Mattino, 17/08/1997, 17 agosto 1997
Qualche anno più tardi avrebbe potuto essere Blim, il mendicante suicida che all’inizio di "Darò un milione" di Mario Camerini viene salvato dal milionario Gold-Vittorio De Sica
Qualche anno più tardi avrebbe potuto essere Blim, il mendicante suicida che all’inizio di "Darò un milione" di Mario Camerini viene salvato dal milionario Gold-Vittorio De Sica. Ma mentre Cesare Zavattini autore del soggetto e della sceneggiatura tifa per lui, il produttore gli preferisce Luigi Almirante, un caratterista già molto noto. Questa volta a proporgli di passare al cinema è nientemeno che Gustavo Lombardo, il padrone della Titanus. Napoletano, marito della celebre attrice «muta» Leda Gys, ha cominciato la sua attività come distributore di pellicole altrui. Inizia poi a produrre per la Lombardo Film che, nel 1928, diventa la Titanus, destinatå a essere una delle case di produzione cinematografica più importanti d’Europa. L’incontro in un ristorante di Roma, dove l’attore sta cenando in compagnia di un gruppo di amici. A un tavolo vicino c’è un signore che fissa Totò con insistenza. L’attore, dapprima lusingato, vista la tenacia dell’ammiratore che lo guarda e ride, si scoccia e gli chiede perché non gli tolga gli occhi di dosso. L’altro risponde che sta pensando di fargli interpretare un film. Fatte le presentazioni si passa addirittura, alla fine della cena, alla firma del contratto.