Orio Caldiron, 17/08/1997, 17 agosto 1997
Animali pazzi subisce molte vicissitudini tanto che, iniziato nel 1938, uscirà nelle sale solo nell’aprile dell’anno dopo
Animali pazzi subisce molte vicissitudini tanto che, iniziato nel 1938, uscirà nelle sale solo nell’aprile dell’anno dopo. Prima di tutto c’è il problema dei costi che il produttore vuole tenere contenuti costringendo Bragaglia a escogitare laboriosi trucchi per poter girare alcune scene. Come quella finale del matrimonio che si svolge in un grande salone. Il regista aveva chiesto cinquecento comparse ma il produttore gli risponde che non ha i soldi per pagare. Ne patteggiano cinquanta. Dal momento che il film è tutto basato sul doppio - Totò interpreta due ruoli, quello di un poveraccio e quello del barone Tolomeo de’ Tolomei - si usa l’espediente tecnico dei mascherini . Così la sala viene riempita con le poche comparse che, con l’aiuto di quattro mascherini, modificando le posizioni delle persone, cambiando dettagli dei costumi, mettendo il cappello di uno a un altro, pare la riempiano come una folla. Il film nasce da un’idea fantasiosa e surreale di Campanile, che immagina una clinica per animali pazzi. L’attore ha appena interpretato la rivista Dei due chi sarà? sfruttando proprio la comicità che nasceva dal suo doppio personaggio. Il gioco del doppio verrà riproposto negli anni successivi in moltissimi film, dando vita a una galleria di «doppi Totò» da L’allegro fantasma a Le sei mogli di Barbablù, da Totò terzo uomo a Totò Diabolicus. Ma sia perché molte trovate devono essere cancellate per mancanza di mezzi, sia perché il tentativo è più ambizioso delle effettive capacità del regista, nemmeno Animali pazzi è un film del tutto riuscito. Anche se Totò, quando fa il burattino sulla terrazza della villa, o tenta di darsi all’ippica a cavallo di una scopa, o finge di essere preso da un attacco di pazzia con la mano che sparisce nella manica, il braccio che gira vorticosamente, o sobbalza alle scariche elettriche dei medici esprime comunque al massimo la sua vulcanica comicità.