Djalma Vitali Emanuale, LíEspresso, 25/09/1997, 25 settembre 1997
Dite pure che sono uno scostumato, un volgarone. Ma, vi prego, consentitemi alcune considerazioni di natura metrica, sul diametro del sedere delle galline
Dite pure che sono uno scostumato, un volgarone. Ma, vi prego, consentitemi alcune considerazioni di natura metrica, sul diametro del sedere delle galline. Così, cribbio, vi costringo a prendere atto che la dietetica ha orizzonti molto ampi e non trascura nemmeno i temi avicolo-sfinterici. Forse, anticamente, le galline avevano un pertugio anale standard, che poteva cioè variare entro certi ristretti limiti. Oggi non più signori. L’economia di mercato e l’estrema pluralità dei tipi merceologici debbono soddisfare tutti i vostri capricci. Ai quali si sono dovute adattare perfino le galline ovaiole. Ne sono state selezionate alcune di grande stazza e con un sederone così, atto a sfornare uova di oltre 70 gr (talora quasi 80). l’uovo «jumbo» (secondo la classificazione commerciale statunitense). Alcune galline sono sfintericamente specializzate a produrre uova «extra-large» (da 64 a 70 gr), «large» (57 gr o più), «medium» (oltre 50 gr), «small» (43-50 gr), infine «peewee» (equivalente di «cosetta»: poco più di 35 gr, sfornato da gallinelle giapponesi, con sederino mignon). Nell’esempio di dieta equilibrata di 2.000 calorie, esposto la scorsa settimana, risultava che la «porzione» di carne magra (100 gr, al netto degli scarti) può essere sostituita da un uovo. Questo scambio è caloricamente equivalente? Sì e no, dipende. Sì, se si tratta di un «jumbo». In alternativa, vi spettano due «small» (circa 85 gr complessivi ma con uno scarto maggiore, perché i gusci sono due). Se non avete una colesterolemia alle stelle e siete morigerati, tre jumbo settimanali o 5-6 small sono una quantità ragionevole. Non siate preda dei terroristi della dietetica.