Stefano Silvestri, Il Sole-24 Ore, 20/09/1997., 20 settembre 1997
Proposta degli Stati Uniti per la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu: agli attuali membri permanenti se ne aggiungono cinque, due Paesi industrializzati (Giappone e Germania) e tre Paesi in via di sviluppo a rotazione (uno ciascuno per Africa, Asia ed America Latina)
Proposta degli Stati Uniti per la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu: agli attuali membri permanenti se ne aggiungono cinque, due Paesi industrializzati (Giappone e Germania) e tre Paesi in via di sviluppo a rotazione (uno ciascuno per Africa, Asia ed America Latina). I seggi del Consiglio aumentano da 15 a 21. Tolti i nuovi permanenti il seggio in più va a un Paese dell’Europa Orientale, il gruppo maggiormente cresciuto negli ultimi anni. Il diritto di veto resta un’esclusiva di Russia, Stati Uniti, Francia, Russia, Gran Bretagna. Proposta dell’Italia per la riforma del Consiglio di sicurezza dell’Onu: i membri permanenti non aumentano, cosa che invece accade ai membri non permanenti: 10 Paesi in più scelti a rotazione tra i 30 che più contribuiscono al bilancio dell’organizzazione. Cinque seggi vanno al gruppo afro-asiatico, due al gruppo occidentale compreso il Giappone, uno all’Europa Orientale. Anche per l’Italia il diritto di veto deve restare un’esclusiva dei cinque attuali membri permanenti.