Piero Bianucci, La Stampa, 16/09/1997., 16 settembre 1997
Ogni tipo di satellite ha una sua orbita preferenziale. A 200 chilometri dal suolo si trovano i satelliti spia, che a quella quota si usurano per il contatto col residuo d’atmosfera ma sono in grado di leggere la targa di un’automobile e possono stabilire di quale materiale è fatto qualsiasi oggetto al suolo
Ogni tipo di satellite ha una sua orbita preferenziale. A 200 chilometri dal suolo si trovano i satelliti spia, che a quella quota si usurano per il contatto col residuo d’atmosfera ma sono in grado di leggere la targa di un’automobile e possono stabilire di quale materiale è fatto qualsiasi oggetto al suolo. Tra 250 e 500 chilometri si trova lo Shuttle. A 330 chilometri c’è la stazione spaziale Mir. A 600 chilometri orbita il telescopio spaziale ”Hubble”. Tra 700 e 900 chilometri stanno i satelliti ”Spot” (francesi), ”Ers” (europei) e ”Landsat” (americani) per il telerilevamento di risorse agricole e minerali. Nella stessa zona finiranno i centinaia di satelliti del ”telefonino planetario”. A settemila chilometri si trovano i ”Lageos”, che riflettendo un raggio laser sono in grado di misurare la deriva dei continenti, qualche centimetro l’anno. A 21 mila chilometri si muovono i satelliti Gps, Global Positioning System, quelli che servono per pilotare aerei, navi, automobili. L’orbita più contesa è quella Geostazionaria, 36 mila chilometri sopra l’equatore, cosiddetta perché un satellite che la occupi compie un giro completo esattamente in un giorno siderale (23 ore 56 minuti e 4 secondi) sicché rimane fisso sopra un dato luogo della Terra. Con tre satelliti Geostazionari a 120 gradi l’uno dall’altro è possibile trasmettere e ricevere da e per qualsiasi luogo della Terra. I satelliti per le telecomunicazioni (Intelsat, Astra, Hot Bird) sono tutti in quest’orbita controllata per il 26% dagli Stati Uniti, per il 27% dalla Russia, per il 12% dall’Europa, stessa quota per Oceania e Asia, 6% per il Sud America e 0,5 per cento per l’Africa.