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 1997  agosto 24 Domenica calendario

Mi sembra da segnalare il capolavoro di umorismo con cui il governo ha motivato la sua recente retromarcia nella nuova legge sulla caccia

Mi sembra da segnalare il capolavoro di umorismo con cui il governo ha motivato la sua recente retromarcia nella nuova legge sulla caccia. In un primo tempo si era concesso alle doppiette di impallinare anche il fringuello e le altre specie protette dalla legislazione europea. Ma la decisione aveva scatenato le proteste degli ambientalisti e di quella larga parte di italiani che amano gli animali. Che fa allora il governo? Non può perdere la faccia accendendo il semaforo rosso dopo aver dato il verde. Ecco l’escamotage: si potrà sparare ai fringuelli, ma solo «in caso di necessità». Escludendo la difesa dei raccolti agricoli protetti da collaudati sistemi (dagli spaventapasseri col cappello di paglia a quelli moderni automatici, ai botti sparati a salve e a intermittenza) quale può essere lo stato di necessità? nota l’aggressività del fringuello che zompa sui vitelli, li artiglia e se li porta via. A volte questo terribile volatile aggredisce anche l’uomo ed è alta la mortalità fra i poveri contadini costretti al lavoro sotto questa minaccia. Ecco lo «stato di necessità»: vietato sparare al fringuello protetto dall’Europa, ma se il cacciatore si troverà in grave pericolo potrà far fuoco a volontà. Se Hitchcock dovesse girare oggi il suo celebre film, non lo intitolerebbe Uccelli ma Fringuelli.