Sandro Bolchi, Corriere della Sera, 14/09/1997, 14 settembre 1997
Passarono quasi dieci anni. A Milano, in Galleria, dove si danno convegno gli artisti lirici disoccupati, incontrai Calabri
Passarono quasi dieci anni. A Milano, in Galleria, dove si danno convegno gli artisti lirici disoccupati, incontrai Calabri. Arringava il solito gruppetto di diseredati. Mi vide e mi chiamò: «Ehi tu, ricordi quando ti parlavo della Callas? Hai visto che strada ha fatto il fenomeno? Quando andai a farle la proposta per l’acquisto, mi rise in faccia, dicendomi che non era una cavalla... Però Calabri aveva visto giusto, come sempre. E adesso avrei un’altra idea matta, visto che di tenori non vedo traccia, i «do» vendicativi e fosforescenti appartengono soltanto a pochi eletti... Ma l’avete sentita questa ragazza dalla voce infuriata che si chiama Mina? Urla la sua smania di vivere. un’anima lunga di Cremona che si faceva chiamare Baby Gate. Una grande bestia. Come la Callas. Due grandi bestie che con la voce fanno quello che vogliono. Due acrobate, due trapeziste...».