Sabrina Cottone, il Giornale, 21/09/1997., 21 settembre 1997
Trucchi da pubblico ministero rivelati dal docente Antonio Di Pietro al corso per avvocati ”Le attività difensive nelle indagini preliminari” tenutosi a Sansepolcro il 20 settembre (costo dell’iscrizione: 800 mila lire, numero dei partecipanti: 30): «Per prolungare le inchieste oltre i sei mesi consentiti dalla legge, iscrivevo gli indagati nel modello 44, riservato ai reati con nominativo sconosciuto
Trucchi da pubblico ministero rivelati dal docente Antonio Di Pietro al corso per avvocati ”Le attività difensive nelle indagini preliminari” tenutosi a Sansepolcro il 20 settembre (costo dell’iscrizione: 800 mila lire, numero dei partecipanti: 30): «Per prolungare le inchieste oltre i sei mesi consentiti dalla legge, iscrivevo gli indagati nel modello 44, riservato ai reati con nominativo sconosciuto. Abbiamo fatto così con Bettino Craxi [...] L’avviso di garanzia è stato un gran passo indietro perchè noi procuratori abbiamo potuto agire indisturbati e in silenzio più di prima. [...] La legge dice che il Pm dovrebbe cercare anche gli elementi favorevoli all’indagato. Ma figuriamoci! Nella realtà la pubblica accusa va a caccia delle cose penalmente rilevanti, quindi delle cose contro l’indagato. [...] Per continuare ad indagare anche a tempo scaduto basta comunicare al procuratore generale l’intenzione di rinviare a giudizio; era la controtecnica che usavamo a Milano per non farci scoprire le nostre carte. Oppure dopo 5 mesi e 29 giorni, si può sempre dare l’incarico alla polizia giudiziaria di fare indagini a tutto campo, così è la polizia che indaga e non il Pm».