Lettera citata da Piero Ottone, il VenerdÏ, 26/09/1997., 26 settembre 1997
«Dieci anni fa uscivo in orario di lavoro, andavo a farmi la spesa al mercato, le passeggiate con i colleghi; il lavoro vero e proprio occupava solo una parte delle sei ore giornaliere di presenza; il resto era dedicato ad attività che ritenevo più appaganti e interessanti, ai rapporti sociali, al dibattito politico e sportivo, allo scambio di ricette, di libri, di consigli su come allevare i figli
«Dieci anni fa uscivo in orario di lavoro, andavo a farmi la spesa al mercato, le passeggiate con i colleghi; il lavoro vero e proprio occupava solo una parte delle sei ore giornaliere di presenza; il resto era dedicato ad attività che ritenevo più appaganti e interessanti, ai rapporti sociali, al dibattito politico e sportivo, allo scambio di ricette, di libri, di consigli su come allevare i figli. Nei momenti liberi lavoravo un po’, e il mio lavoro andava da qui a lì: quello che succedeva prima che la pratica arrivasse sul mio tavolo non mi riguardava, e ignoravo che cosa succedeva quando essa lo lasciava» (Lettera citata da Piero Ottone, ”il Venerdì").